La festività di Pesach, o Pasqua ebraica, cade per quest’anno 2010, che corrisponde al 5770 nel calendario ebraico, dal 30 marzo al 6 aprile.
Il termine “Pesach”, che compare nel Libro dell’Esodo e che significa “passare oltre”, si riferisce all’episodio in cui l’angelo della morte si fermò presso le abitazioni degli egiziani colpendo tutti i primogeniti, ma “passò oltre” (pasach) le case degli ebrei sui cui stipiti era stato sparso, come segno di riconoscimento, il sangue dell’agnello sacrificale nonchè espiatorio (l’agnello doveva essere il primogenito, il suo sangue indicava quindi che in quella casa la morte del primogenito era già entrata e si poteva passare oltre).
Il calendario ebraico, basato sui cicli lunari, non rende possibile fissare una data precisa delle festività del calendario solare.
Pesach inizia il 15° giorno del mese di Nissan, dura 7 giorni, e commemora l’esodo dall’Egitto per il popolo ebraico.
Secondo la Torah il popolo di Israele, che viveva in Egitto sotto forma di schiavitù, viene guidato da Mosè, un ebreo cresciuto nel palazzo del faraone, in seguito al rifiuto dello stesso faraone di lasciare libero il popolo fatto schiavo. Questo popolo liberato dalla mano potente di Dio si incamminò verso la sua terra, attraversando il deserto per 40 anni.
Pesach rappresenta quindi la libertà, dove l’esodo conduce dallo stato di schiavitù a quello dell’essere libero; nel Libro dell’Esodo Dio chiese che “il sacrificio pasquale” venisse consumato la prima sera di Pesach da tutte le generazioni a venire, in memoria di quanto Lui avesse operato (Lui, il fedele alla promessa ad Abramo).