Torino. La Venaria Reale, ossia una delle maggiori residenze sabaude del Piemonte; per la Regia arte venatoria - da cui, in latino Venatio Regia - si decise di approntare uno spazio apposito: fu costruita pertanto l’attuale sede dietro progetto dell’architetto Amedeo di Castellamonte, in un breve arco di tempo che va dal 1658 al 1679, e fu commissionata da Carlo Emanuele II con l’intento, appunto, di usarla come riferimento per le battute di caccia delle colline piemontesi, in questa zona particolarmente ricche di selvaggina.
La struttura è costituita da un complesso di corpi che si estendono totalmente per 80.000 metri quadrati di terreno calpestabile, inclusi l’immenso parco e il borgo storico di Venaria; nel 1693, alcune costruzioni vennero distrutte ad opera dei francesi e la reggia venne ristrutturata in base a canoni e regole della stessa Francia.
Ancora, nel 1706, durante l’Assedio di Torino, ulteriori danni vennero provocati egli edifici destinati ai soldati. Questa volta, i lavori di ristrutturazione vennero affidati a Filippo Juvarra. Più avanti, i giardini distrutti con la dominazione napoleonica subirono anch’essi trasformazioni e da quell’epoca in poi, fino al più vicino 1978, la reggia venne utilizzata a scopi militari.
La struttura è stata aperta al pubblico il 13 ottobre 2007.